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- CONVOCAZIONE COMITATO POLITICO PROVINCIALE APERTO A TUTTE E TUTTI MERCOLEDI' 23
- Care Compagne e Cari Compagni,
di fronte alla terribile debacle elettorale della Sinistra l'Arcobaleno è convocato il Comitato Politico Provinciale aperto a TUTTI, MERCOLEDI' 23 ALLE ORE 21 presso la sede di Rifondazione Comunista di Cuneo, via Saluzzo 28 con il seguente Ordine del Giorno: - Analisi e discussione sulla situazione politica - Proposta di convocare un'assemblea provinciale degli iscritti e simpatizzanti per discutere, confrontarci sul futuro, tramite giornalino, con anticipo per dar la possibilità di far parlare tutte e tutti. - Proposta di organizzare una serie di dibattiti sulle varie prospettive prima dell'estate. Vi prego di estendere l'invito e di esserci tutti. Fabio Panero, Segretario Provinciale del Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea
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- RIPARTIRE DA RIFONDAZIONE COMUNISTA, LA RIFLESSIONE DI PAOLO FERRERO (da www.paoloferrero.it)
- La sconfitta che abbiamo subito alle elezioni è pesantissima. Essa va oltre la semplice registrazione del pessimo risultato della nostra partecipazione al Governo Prodi, o dell'arretramento sociale e culturale cha abbiamo subito negli anni scorsi. C'è di più: c'è che non siamo riusciti a comunicare alla nostra gente il senso della nostra utilità.
Questa sconfitta che ha portato alla scomparsa della sinistra dal Parlamento rischia di aggravarsi per il processo di dissoluzione politica del gruppo dirigente della Sinistra Arcobaleno che si caratterizza, nei commenti post voto, per una babele di messaggi che vanno da chi intende entrare nel PD, a chi vuole rilanciare il centro sinistra, a chi vuole fare l'unità coi socialisti, a chi si affida ai giovani, chi ai padri nobili, ecc. Alla sconfitta rischia rapidamente di subentrare il completo disorientamento e la perdita del senso del proprio impegno politico.
Non migliori mi paiono le due opposte ipotesi che si sostengono a vicenda: quella di un nuovo partito della sinistra che veda lo scioglimento dei partiti esistenti, e quella dell'unità dei comunisti. Questi progetti si sostengono a vicenda perché alla fine se andassero avanti sarebbero destinati a realizzarsi in parallelo ottenendo l'esito di ridividere la sinistra su basi ideologiche senza alcuna chiarezza sulla linea politica e sulla cultura politica dei soggetti stessi. Questi progetti prevedono nei fatti la distruzione di Rifondazione Comunista e del suo patrimonio di elaborazione, di linea, di militanza. Un disastro politico che - tra l'altro - non farebbe i conti con il problema del reinsediamento sociale della sinistra e con la necessità di fare i conti con la crisi della politica e con le forme assai diversificate di militanza che caratterizzano la sinistra diffusa.
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- Prc, l'ora della verità. Fine settimana Cpn, a luglio il congresso
- Segreteria burrascosa per Rifondazione. Convocati gli organismi dirigenti: venerdì la direzione, fine settimana Cpn, a luglio il congresso. Al quale il Prc arriva diviso. Giordano: proseguire nella costruzione del soggetto unico. Ferrero: non sciogliere il partito
- di Romina Velchi
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- Sinistra, molla il Pdci, Mussi lascia da leader ma cerca ancora l'unità
- Angela Mauro (da www.liberazione.it)
Nubi grigie sul "day after" della Sinistra Arcobaleno. Un acquazzone si abbatte sulla capitale di primo mattino, mentre i dirigenti di Prc, Verdi, Sd e Pdci si preparano all'amara riflessione dopo la debacle elettorale che li ha trascinati fuori dal Parlamento. C'è chi ha le idee chiare, le stesse che aveva anche prima del voto. Senza sorprendere alcuno degli alleati, il Pdci annuncia ufficialmente la propria decisione di smarcarsi. «Dobbiamo ricominciare da capo, dai vecchi simboli, dalla falce e martello», dice Oliviero Diliberto che con gesto plateale parla ai giornalisti davanti al simbolo dei Comunisti Italiani, dopo aver messo nell'angolo quello della Sinistra Arcobaleno. «Chi vuole perpetrare l'errore dell'Arcobaleno può andare nel Partito democratico, sarebbe più coerente», aggiunge Marco Rizzo. Nessuna sorpresa, le perplessità del Pdci sul percorso unitario sono sempre state note, evidenti le assenze nella campagna elettorale comune. Anche se non manca un pizzico di sdegno tra gli alleati per il comportamento un po' cannibalesco dei Comunisti Italiani. Fuori uno, comunque. Quanto agli altri, sembrerebbe che molto dipenderà dagli equilibri che si stabiliranno dentro Rifondazione (prossimo weekend direzione e comitato politico nazionale, congresso entro luglio). Ma intanto, pur confusamente, si registrano primi - più o meno timidi - movimenti in casa dei Verdi e di Sd.
Il Sole che Ride ha analizzato le ragioni della sconfitta in una riunione dell'esecutivo. Conclusione: il leader Alfonso Pecoraro Scanio e tutto l'esecutivo si presenteranno dimissionari al consiglio federale convocato per il 10 e l'11 maggio prossimi con il compito di stabilire le date del congresso straordinario del partito. «Rilanceremo con forza la necessità in Italia di una presenza ecologista e ambientalista, ma anche la necessità di una grande alleanza che serva a rispondere ai bisogni dei più deboli», spiega Pecoraro. Qualora il riferimento al Pd non fosse chiaro, ci pensa Paolo Cento. «E' chiaro che la proposta che abbiamo messo in campo si è dimostrata insufficiente ed è chiaro il rischio di ritorni identitari - dice - Va aperta una riflessione a 360 gradi e bisogna interrogarsi anche sul rapporto con il Pd», pure in virtù del fatto che nelle amministrazioni locali si governa ancora insieme.
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